Glossario
 
world artist
Balthus (Balthazar Klossowski) de Rola


Parigi (Francia)

nascita: 1908 (Parigi)
morte: 2001(Rossinière)
  Opere
 
 


Autoritratto. Il re dei gatti
oil on  canvas,  77,6 x 49,5  cm, 1935

 


La camera
oil on  canvas,  189,9 x 160  cm, 1947-1948

 


La strada
oil on  canvas,  193 x 235  cm, 1933-1935

 

Biography:

Balthus (Balthazar Klossowski de Rola) nasce a Parigi il 29 febbraio 1908 da una famiglia polacca di artisti: il padre Erich era pittore e storico dell’arte, la madre Baladine pittrice e il fratello Pierre sarebbe presto diventato pittore e scrittore. Trascorre la sua giovinezza tra Parigi, Berlino e Ginevra, dove frequenta Rainer Maria Rilke, amico della madre, con cui stringe una intensa corrispondenza. Balthus esordirà nel 1921 illustrando un libro, Mitsou, con la prefazione di Rilke, che nel 1925 gli dedicherà la poesia Narcisse. Dal 1924 il pittore si trasferisce a Parigi a seguito del fratello Pierre. Nel 1926 soggiorna a Firenze e ad Arezzo, eseguendo copie da affreschi di Masolino, Masaccio e Piero della Francesca, rivelando così una particolare predilezione per le forme e lo spirito dell’arte del Quattrocento italiano, che rimarrà sempre una costante della propria poetica pittorica. Dopo essersi recato a Berlino, Zurigo e Berna, torna a Parigi nell’autunno del 1932, dove esegue schizzi per il romanzo Cime tempestose di Emily Brönte e prende alloggio in rue de Furstenberg. Nel 1933 dipinge il suo primo capolavoro, La strada, opera ispirata al classicismo rinascimentale e al tempo stesso di assoluta modernità. In questo periodo, Balthus diverrà amico di Antonin Artaud, Alberto Giacometti e Pierre Loeb, nella cui galleria un anno dopo realizza la sua prima mostra personale, ma non aderirà mai alle correnti di avanguardia artistica, preferendo una pittura realistica dall’essenza misteriosa, seduttiva e fuori dal tempo. Nelle sue opere, oltre all’ispirazione quattrocentesca, ritroviamo pure una leggera somiglianza con la pittura surrealista (Dalí, Delvaux), con Derain e con la Nuova Oggettività tedesca. La sua vena intimista e psicologica sarà evidente soprattutto nelle scene di interni che egli costruisce con un rigore compositivo classico e freddo, e che popola di giovanissime fanciulle nude e spesso in atteggiamenti intimi, privati e ammiccanti. La tematica dell’adolescenza colta in una dimensione sottilmente erotica sarà una costante nell’arte di Balthus, che renderà la sua opera originale e subito riconoscibile anche per l’atmosfera sospesa e metafisica che la caratterizza. Realizza parecchie mostre tra gli anni Trenta e Quaranta tra Parigi e New York, dove, nel 1956, esporrà al Museum of Modern Art. Nel 1961 il ministro francese della cultura André Malraux nomina Balthus direttore dell’Accademia di Francia a Roma (Villa Medici), dove rimarrà fino al 1977. In questi anni romani stringe amicizia, tra gli altri, con Federico Fellini, compie un viaggio in Giappone (1962), decide il restauro di Villa Medici (1962) e realizza una propria mostra al Musée des Arts Décoratifs di Parigi (1966) e una retrospettiva a Londra alla Tate Gallery (1968). Dopo il 1977 si stabilisce in Svizzera, nel Grand Chalet di Rossinière. Presenterà ventisei dipinti alla Biennale di Venezia, nella Scuola di San Giovanni Evangelista, nel 1980. La sua fama come pittore e come personaggio dall’aura aristocratica e schiva verrà alimentata da mostre organizzate in diverse parti del mondo: al Centre Georges Pompidou di Parigi (1983), a New York, a Kyoto, a Roma (nel 1990 e nel 1997), a Losanna (1993), a Berna (1994) e a Venezia nel 2001, sette mesi dopo la sua morte, avvenuta il 18 febbraio a Rossinière, sopra Montreux, nel suo Grand Chalet del Settecento.

 

Ultimo aggiornamento: lunedì 3 Febbraio 2003
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